Come fare a rivitalizzare, stimolare, rilanciare un mercato della moda avvolto da un’apatia che non sembra avere fine? È la domanda-clou che aleggia, palese o nascosta, tra gli stand del salone fiorentino Pitti Uomo, che fino a domani ospita 740 marchi, per il 45% esteri, che espongono le collezioni di abbigliamento, accessori e lifestyle per la primavera-estate 2026.
Le aziende rispondono in coro: la strada è puntare su prodotti belli e “autentici”, frutto di lavorazioni accurate, versatili, durevoli e dal prezzo giusto, cioè lontani dai rincari folli che si sono visti negli ultimi due anni.