THE FUTURE IS OUTSIDE: CBI AT PITTI UOMO 96

Pitti Uomo riconferma nella sua novantaseiesima edizione un percorso di sviluppo che spinge l’evento ad andare oltre se stesso, con un calendario sempre più intenso e significativo di eventi e special guest, tanto da connotare la quattro giorni fiorentina come una vera e propria mini-fashion week che ruota tutto intorno ad uno dei rari format fieristici su scala globale, in grado di mantenere un ruolo di influenza rispetto al mercato, coinvolgendo al tempo stesso i media italiani ed internazionali.

La presenza di quattro special guest del calibro di Givenchy, Sterling Ruby – artista che ha presentato la sua prima collezione attraverso il suo brand S.R. STUDIO. LA. CA. – Marco De Vincenzo e di MSGM, che torna al Pitti per festeggiare i 10 anni brand con un suggestivo show al Nelson Mandela Forum, ha dato continuità ad una strategia ormai avviata da diverse edizioni.

Come se ciò non bastasse, Salvatore Ferragamo ha scelto Firenze e il Pitti uomo come palcoscenico per il debutto della sua nuova collezione uomo per la primavera-estate 2020.

Accanto agli special guest e alle sfilate, Pitti continua di contro a vivere di un fermento che principalmente si sviluppa all’interno delle mura della Fortezza, con Armani Exchange, che per la prima volta atterra a Pitti con una serie di eventi ed iniziative, fra cui spicca la collaborazione con quattro giovani e quanto mai interessanti artisti internazionali come Freddy Carrasco, Max Reed, Ketnipz, Bunny Micheal e Jacob Rochester a consolidare l’anima street del brand.

 

Alla stessa maniera continua a sorprendere ZZegna che con l’installazione curata da Alessandro Sartori, crea un viaggio meraviglioso e al tempo stesso avvolgente in un deserto metafisico e al tempo stesso cibernetico. Le certezze invece sono rappresentate ormai da una sezione I Go Out, che consolida un trend legato all’outdoor che diventa al tempo stesso lifestyle, ricerca costante di un perfetto connubio fra design e performance, nei materiali come nelle forme, ma che porta con sé un nuovo importante valore: la ricerca di una coerenza profonda rispetto ai temi ambientali, con una ricerca sempre più forte di un’autentica sostenibilità. In questo lo show di I Go Out si conforma come una delle cose più interessanti di questo Pitti numero 96, con una selezione che va da Goldwin a Hoka One, da Snow Peak a 24 Bottles e Woolrich Outdoor.

Il tema della sostenibilità è stato ampiamente poi esplorato all’interno del Pitti, con numerosi brand che hanno presentato materiali e tessuti, che nascono soprattutto dal riuso delle plastiche monouso e dal riciclo delle bottiglie, tema ormai non più rimandabile per il pianeta e per il mercato. Tema che fa da contraltare al sempre più consistente trend legato al custom craze di cui Baracuta è stato uno degli indiscussi protagonisti con una collaborazione con Atelier & Repair che ha come obiettivo dichiarato  “0% production. 100% transformation”.

Trasformazione che sembra già in atto, come segnalato anche dall’outlook di McKinsey per Business of Fashion, in cui si evidenzia come la sensibilità rispetto ai temi ambientali – unitamente al desiderio di avere prodotti sempre più personalizzati e on-demand –  abbia raggiunto un picco critico, tanto da orientare ormai il mercato nel presente e sempre di più negli anni a venire.  La sfida è aperta. Il futuro è sempre di più fuori.