DANILO PAURA SS 20: ADAPTIVE

Danilo Paura esplora lo spirito di adattamento presente in natura, con una collezione che di fatto è una conversazione fra moda ed arte, in modalità che tende a ridefinire i confini fra tecniche di stampa e lavorazioni sui tessuti, fra universo analogico e orizzonte digitale.
In questo percorso adattivo, il direttore creativo dell’omonimo brand ha dato vita ad una collezione street-luxury che porta i contenuti della sartorialità verso la strada, piuttosto che elevare lo sportswear o lo street-style in direzione del lusso.

Danilo Paura ha voluto di fatto abbattere i confini fra arte e moda, fra street-style e sartorialità, aprendo  l’orizzonte ad un percorso di ricerca nella moda che pur essendo già nei trend, non era mai stato indagato con un così rigoroso rispetto per entrambe le culture, quella più propriamente street e il suo grandioso contraltare sartoriale.

Il risultato è una collezione ricchissima di suggestioni, riferimenti cromatici, materici e di design, in un mix equilibrato che da vita ad innovazioni mai ostentate.

L’ispirazione artistica fra bronzi di Riace tanto cari al designer calanbrese passando per l’arte di Mark Rothko, è stata trasformata in un processo complesso orientato alla strutturazione di molteplici layer di stampa, applicati su materiali come nylon, la seta, il lino e il tencel.

Ogni pattern grafico, ogni stampa è sapientemente frutto di un percorso non soltanto di ricerca e di archivio, ma oggetto di una processualità in cui l’arte e l’artigianato diventano tecnica, per rendere seriale ciò che è unico e unico ed inconfondibile ciò che è seriale.

Emblematico in tal senso è l’abito sartoriale da uomo con la stampa ispirata all’arte di Mark Rothko, realizzato in nylon, con una stampa frutto non di una mera digitalizzazione, ma dapprima di una realizzazione del quadro stesso in olio su tela (3 metri per 3), per poi essere scansionato e resto seriale per la stampa su nylon, ma anche su tessuti preziosi come la seta. Il risultato è qualcosa di molto più profondo di una stampa, poiché in questo modo permane sul tessuto la profondità e la materialità della pennellata.

Il medesimo approccio adattivo è riscontrabile nei pantaloni in tuta, ispirati alle tute in acetato, ma realizzati in seta e lino o nelle stampe tie dye, di cui Danilo Paura è maestro indiscusso ormai da tempo, tanto da farle spaziare dalle camicie in seta alle felpe, fino ad arrivare alle cravatte.

La scelta di una location dal forte valore simbolico come Les Arcanistes e il progetto speciale denominato “Adaptive Studio” in collaborazione con lo street artist “Red the New Older” e lo studio We Me, ha infine confermato le ambizioni di un designer che tende a voler anzitutto consolidare la propria brand culture e il proprio heritage.