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    Esquire Italia fa tappa da Biffi a Milano

    Terzo appuntamento del Connecting Tour nella storica boutique milanese: tra visione, eleganza e conversazioni sul futuro del gusto.

    Dopo le tappe di Cortina e Lignano Sabbiadoro il Connecting Tour di Esquire Italia approda nel cuore pulsante della moda italiana: Milano. Ad accogliere il magazine di attualità culturale di Hearst è la storica Biffi Boutique, istituzione dello stile e punto di riferimento internazionale per chi considera la moda una forma di pensiero.

    Nella serata di mercoledì 12 novembre, le sale della boutique di Corso Genova si sono trasformate in uno spazio di incontro tra editoria, design e cultura visiva. Una mostra delle copertine e delle immagini iconiche di Esquire Italia ha raccontato, attraverso volti, abiti e narrazioni, l’evoluzione di un linguaggio che intreccia moda e contemporaneità.

    Fondata all’inizio degli anni Settanta dalle sorelle Rosi e Adele Biffi, la boutique è oggi guidata dalla seconda generazione, rappresentata da Carla Cereda, creative mind e head of buying del gruppo. La sua visione, lucida e appassionata, custodisce l’eredità familiare proiettandola verso nuove direzioni: «Tutto nasce da un grande amore per la ricerca e per la curiosità. Rosi e Adele hanno viaggiato fin dall’inizio per scoprire cose nuove: da lì è nata la nostra identità, e noi continuiamo a portarla avanti con la stessa passione». Cereda parla del lavoro di selezione come di un gesto culturale, più che commerciale: «La differenza sta nella visione. Bisogna avere grande apertura mentale e la capacità di capire cosa raccontare al proprio cliente. Ogni boutique deve dire qualcosa, comunicare un messaggio preciso».

    Nel suo racconto emerge una verità semplice ma rara: l’innovazione non è mai disgiunta dal legame umano. «Il nostro compito è scegliere, ma anche continuare a essere scelti», spiega Cereda. «Il cliente oggi cerca autenticità: vuole vedere, toccare, capire. Ed è lì che nasce il valore del negozio fisico, nel dialogo e nella condivisione del sapere». Un pensiero che si riflette anche nella moda maschile, sempre più protagonista nelle vetrine Biffi: «L’uomo che entra qui non cerca il fashion fine a sé stesso, ma la novità, la peculiarità. È curioso, vuole qualcosa che lo rappresenti. E spesso è proprio attraverso i dettagli – una giacca con un tessuto particolare, una sneaker giusta, un accessorio raffinato – che definisce la sua identità».

    Milano, con la sua energia eclettica, ha confermato di essere non solo una città della moda, ma un laboratorio permanente di linguaggi. Il Connecting Tour di Esquire Italia ha dimostrato ancora una volta come il magazine sappia costruire connessioni autentiche tra luoghi, persone e idee. In fondo, come suggerisce Carla Cereda, «la moda è un atto di curiosità, ma anche di responsabilità. È ciò che scegli di mostrare al mondo, e il modo in cui lo fai».